E ‘ dal 13 gennaio scorso che tutti i giornali del mondo, le televisioni, il web non fanno altro che parlare del naufragio,avvenuto a poche miglia dalle coste dell’isola del Giglio, della nave da crociera Costa Concordia, dei morti, dei dispersi,del comandante Francesco Schettino (agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave) e della paura per la perdita del gasolio contenuto nella nave. Questa vicenda ci fa pensare subito al Titanic, che nel 1912 era considerata una nave all’avanguardia,per fortuna non ci sono stati i morti del Titanic, però è stata una tragedia che poteva e doveva essere evitata, forse il Comandante Schettino ha sottovalutato il pericolo che ci poteva essere nell’avvicinarsi troppo alla costa,ha messo a repentaglio la vita di più di quattromila persone. Le critiche che sono state fatte tante a questo comandante sono molte,forse la più grave è quella di non avere coordinato i soccorsi, di avere abbandonato la nave, e di aver lasciato i passeggeri in balia degli eventi. Ma ci vogliamo rendere conto che questo naufragio è avvenuto  a poche miglia dalla riva e non  in mezzo all’oceano?Tutti a dare le colpe solo al comandante ma gli altri componenti dell’equipaggio cosa stavano facendo? Gli altri ufficiali e i dirigenti della Costa Concordia dov’erano? Possibile che nessuno ha capito o visto quello che stava succedendo? Certamente lui ha sbagliato,è scappato via,ha abbandonato la nave, probabilmente perché ha avuto  paura o per altro ed è sicuramente lui il primo a dover pagare per questa incresciosa vicenda ma io mi chiedo: la capitaneria di porto e tutti gli altri organi preposti dov’erano?Perché non sono intervenuti in tempo?Schettino ha avuto paura (non è certamente un cuor di leone,piuttosto un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro) così come abbiamo paura tutti noi davanti ad un pericolo. Il solito popolo di pecoroni!!! Ma come diceva Manzoni “Il coraggio uno non se lo può dare”..Subito dopo l’evento della nave si è verificato il caos scatenato dai forconi,con il blocco dei tir non ci sono stati più rifornimenti alimentari,di gasolio e quant’altro e tutti noi,per paura, siamo corsi a fare provviste nei supermercati,abbiamo comprato quantità di materiale,abbiamo fatto file chilometriche ai distributori di benzina per non rischiare di restare a secco. “QUESTO ATTEGGIAMENTO NON EQUIVALE AD  ABBANDONARE LA NAVE”???.Il popolo italiano,specialmente noi del Sud,invece di fare sacrifici,invece di lottare accanto a coloro che stavano protestando anche per noi,siamo stati invasi dalla paura,siamo corsi a fare scorte di ogni genere,abbiamo fatto il pieno di benzina anche pagandola 2 euro al litro. Quando un lavoratore qualsiasi chiede favori per avere maggiori privilegi,per avere una occupazione tranquilla,senza pericoli,quando chiede di fare un lavoro “di ufficio” perché ritenuto più sicuro,non è anche lui uno Schettino? La politica che ci ha abbandonati, lasciando il governo nelle mani di un tecnico,non è forse uno Schettino? Tutti abbandoniamo  la nave per paura. Quanti di noi quotidianamente si comportano come Schettino, in fondo in fondo il comandante è solo lo specchio del vivere del popolo italiano. La sera davanti alla tv siamo tutti giudici,siamo tutti bravi a condannare questo o quello,tutti contro il comandante che ha avuto paura mentre consideriamo eroe il capitano De Falco della Capitaneria di Livorno che non è stato coraggioso, è stato altamente professionale, ha fatto semplicemente il suo lavoro. Non è certamente un eroe, ma un esempio per tutti. Ma oggi che tutti siamo “comandante Schettino” quando troviamo uno che fa semplicemente il proprio dovere,il proprio compito, agli occhi della gente diventa un eroe.Tutti noi dovremmo imparare a cambiare e smetterla di aver paura. Il comandante Schettino non è una vittima della paura e dell’angoscia, ma semplicemente un eroe del quieto vivere.

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